Parla Michelle Ollie «Solo 8 ore, ma io mi aspetto grandi cose»

art by Max de Radigues

Parla Michelle Ollie «Solo 8 ore, ma io mi aspetto grandi cose»

«L’orologio corre? Uno stimolo alla vostra creatività». Ecco i consigli della tutor americana

Presidente e co-fondatrice del Center for Cartoon Studies, la prima scuola e studio negli Stati Uniti espressamente dedicata al cartooning, Michelle Ollie sarà tutor al Comics Jam, aiutando e indirizzando i partecipanti 

Sii sincera: credi davvero che un lavoro di buona qualità possa essere fatto nell’arco di otto ore? (Per fatto intendo finito, pronto per essere stampato e letto). O addirittura, sono possibili 24 pagine in 24 ore? Pensi che condizioni così rigide siano da stimolo alla creatività?  

Ciò di cui sono convinta è che dal Comics Jam di Ferragamo usciranno dei lavori incredibili! Ovviamente, c’è da aspettarsi di vedere risultati molto vari, a seconda del livello di competenze e di esperienza, di dettaglio e di approfondimento. Nell’intento di celebrare la grande manifattura e la ricerca estetica, combinate con una passione autentica per il disegno, il Comics Jam darà vita senza alcun dubbio a una serie di storie illustrate stupefacenti. Tuttavia, non dico che sarà facile. I partecipanti devono aspettarsi di lavorare senza sosta! A causa del tempo limitato, l’apprendimento sarà su richiesta. La risoluzione dei problemi avverrà con molta rapidità, tramite lo scambio e la condivisione di idee, motivandosi e supportandosi a vicenda. I cartoonist sono abituati a lavorare spesso da soli sui progetti, mentre l’esperienza del Comics Jam potrà forgiare amicizie e collaborazioni durature. L’esperienza collettiva è fondamentale in quel contesto. L’energia che s’instaura tra i tutor e il gruppo dei partecipanti è motivante e foriera di un importante senso di sostegno. Poiché la creazione di un fumetto è un processo piuttosto intensivo, è molto facile incorrere in ritardi e dilazioni a ogni fase della produzione, dalla sceneggiatura allo sketch, dall’inchiostrazione al colore, dal disegno al layout. I progetti possono richiedere settimane, mesi e anche anni per essere completati. Quando invece l’orologio ti rammenta che il tempo scorre, tu sei obbligato a stare sul pezzo, e il progetto inizia ad avanzare molto velocemente. Ogni scelta ne richiama un’altra e poi un’altra ancora, e ben presto ti ritrovi a lavorare più in fretta e a sviluppare un ritmo e dei metodi di lavoro personali. Ho l’impressione che molti disegnatori lavorino spesso a ritmi serrati per non mancare le scadenze. Eppure, tutti quanti hanno bisogno di dormire, e se non hai riposato a dovere prima di andare alla sfida del Comics Jam, ti troverai di fronte a una sfida ben più grande. Un disegno sonnolento si maschera difficilmente. Di solito viene fuori nell’anatomia di un personaggio, o attraverso una scena o una sequenza fuori luogo. 

Che cosa farai per ben otto ore? Voglio dire, è un discreto lasso di tempo per chi prende parte al Comics Jam, ma forse lo è di più per i tutor…
La sfida del Comics Jam è un esercizio di creatività. Lavori fianco a fianco agli altri disegnatori, nella mente di tutti ci sono obiettivi simili ai tuoi, l’elaborazione di un fumetto di otto pagine. Potresti pensare che si tratti di una cosa facile. Poi realizzi che il tempo stringe, ed entra in gioco anche la pressione della scadenza. 
Quello è il momento in cui sperimenti la vera eccitazione per la sfida in corso. La stessa struttura del Comics Jam di Ferragamo, all’insegna dell’improvvisazione, potrebbe aprire varchi creativi fantastici. Funzionerà come una specie di studio, con gli art director come tutor che supervisionano e incoraggiano la nascita e il progresso delle idee. 
I tutor sono lì per supportare i partecipanti nell’avanzamento dei propri progetti, orientandone la direzione e irrobustendoli dove necessario. Un po’ come farebbe un art director in uno studio professionale. La natura della location, inoltre, sullo sfondo della splendida città di Firenze e della sua storia, e con l’influenza di Salvatore Ferragamo, sarà certamente un’ispirazione costante. Le otto ore di sfida richiederanno ai tutor di concentrarsi sulle pietre miliari del progetto, di negoziare idee e concetti con la realtà dello scorrere incessante del tempo. Al Center for Cartoon Studies, Alec Longstreth utilizza la strategia della valutazione per pagina, che funziona da guida per i suoi progetti mantenendo i disegnatori sull’obiettivo giorno per giorno o anche ora per ora, a seconda delle scadenze. 
Alec suddivide i progetti in obiettivi chiave: sceneggiatura, schizzo, inchiostro, colore, scanning, e così via. Con questo metodo, al Comics Jam ci si prefigge l’obiettivo di una pagina completa ogni ora.  In effetti otto ore saranno un bel da fare per noi tutor, magari anche perché non produciamo lavoro direttamente, siamo lì per sostenere le attività degli artisti. 
La nostra vera motivazione consisterà nel vedere come il lavoro prende forma, probabilmente allo scoccare della settima ora!
Al CCS gli allievi sono incoraggiati ad avvicinarsi al mercato con l’auto-pubblicazione e l’auto-vendita. Come reagiscono a questo input? Sono consapevoli che per un autore di fumetti oggi le attività di auto-promozione sono importanti (almeno) tanto quanto lo è uno storyboard o il disegno?
Gli studenti del CCS si auto-pubblicano e vendono i loro lavori online, alle convention, al dettaglio o durante gli eventi. Sono altamente creativi e intraprendenti, sono cartoonist. Conoscono bene il valore del proprio lavoro, e conoscono altrettanto bene il mercato. Ma alla fine, ciò che conta nelle loro intenzioni è sempre la qualità del lavoro. Si impegnano a creare i migliori prodotti possibili, e per questo faticano su ogni aspetto e su ogni dettaglio, dallo storyboard al disegno finito e persino al packaging. La maggior parte dei nostri studenti sente il fumetto come una vocazione più che come una carriera, una sorta di veicolo per l’espressione personale. 
Leggendo la biografia di Salvatore Ferragamo nonché il bellissimo lavoro di Frank Espinosa, ho avuto l’impressione che lui da giovanissimo avrebbe potuto essere uno studente perfetto per il CCS: incredibilmente creativo, infaticabile lavoratore, mai in attesa di regali dal destino ma sempre intento a plasmare il proprio futuro. Cosa sapevi su di lui e sulla sua azienda prima di essere coinvolta nel Comics Jam?
Anche io vedo un interessante parallelo con l’impegno straordinario di Salvatore Ferragamo nei confronti del suo lavoro. La sua creatività, assieme all’intensa dedizione all’integrità e all’abilità artigianale, sono di certo qualità che ravvisiamo anche nei nostri studenti. Proprio come gli alunni del CCS, infatti, Ferragamo sapeva lavorare duramente, era innovativo nel modo di esplorare strade di promozione e di vendita del suo lavoro. Il mio invito al Comics Jam mi ha fatto conoscere la ricca storia della fabbrica di Salvatore Ferragamo e della sua eredità artistica. Vederne l’opera meravigliosa nella graphic novel di Frank Espinosa ha suscitato in me una maggiore curiosità rispetto alla storia dello stilista. Davvero di grande ispirazione.
Al CCS gli allievi sono incoraggiati ad avvicinarsi al mercato con l’auto-pubblicazione e l’auto-vendita. Come reagiscono a questo input? Sono consapevoli che per un autore di fumetti oggi le attività di auto-promozione sono importanti (almeno) tanto quanto lo è uno storyboard o il disegno?
Gli studenti del CCS si auto-pubblicano e vendono i loro lavori online, alle convention, al dettaglio o durante gli eventi. 
Sono altamente creativi e intraprendenti, sono cartoonist. Conoscono bene il valore del proprio lavoro, e conoscono altrettanto bene il mercato. Ma alla fine, ciò che conta nelle loro intenzioni è sempre la qualità del lavoro. Si impegnano a creare i migliori prodotti possibili, e per questo faticano su ogni aspetto e su ogni dettaglio, dallo storyboard al disegno finito e persino al packaging. La maggior parte dei nostri studenti sente il fumetto come una vocazione più che come una carriera, una sorta di veicolo per l’espressione personale. 
Leggendo la biografia di Salvatore Ferragamo nonché il bellissimo lavoro di Frank Espinosa, ho avuto l’impressione che lui da giovanissimo avrebbe potuto essere uno studente perfetto per il CCS: incredibilmente creativo, infaticabile lavoratore, mai in attesa di regali dal destino ma sempre intento a plasmare il proprio futuro. Cosa sapevi su di lui e sulla sua azienda prima di essere coinvolta nel Comics Jam?
Anche io vedo un interessante parallelo con l’impegno straordinario di Salvatore Ferragamo nei confronti del suo lavoro. 
La sua creatività, assieme all’intensa dedizione all’integrità e all’abilità artigianale, sono di certo qualità che ravvisiamo anche nei nostri studenti. Proprio come gli alunni del CCS, infatti, Ferragamo sapeva lavorare duramente, era innovativo nel modo di esplorare strade di promozione e di vendita del suo lavoro. L'invito al Comics Jam mi ha fatto conoscere la ricca storia della fabbrica di Salvatore Ferragamo e della sua eredità artistica. Vederne l’opera meravigliosa nella graphic novel di Frank Espinosa ha suscitato in me una maggiore curiosità rispetto alla storia dello stilista. Davvero di grande ispirazione.

 

 

Reporter:

Alberto Rigoni

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