Te e quelle scarpe senza lacci: una storia d'amore

Te e quelle scarpe senza lacci: una storia d'amore

Un armadietto pieno di Vans, lo skate e le sfide ai vigili urbani: un tuffo all'indietro negli anni 80

Era la fine degli anni 80 e tutti quelli che conoscevi avevano uno skate.
Anche se abitavi in una città tutta saliscendi. 
Era la solita moda importata dagli USA con un ritardo di un certo livello, ma era divertente. 
Era divertente darsi dei nickname, calarsi un cappellino sugli occhi e sfidare i vigili della municipale provando a saltare le panchine di una piazzetta: era un po' come arruolarsi con i ribelli, schierarsi dal lato giusto della forza, ma con un botto di rovinosi atterraggi sul piastrellato in più. In quei giorni lì, tra una caduta e l'altra, oltre che a discorsi da maniaci dei cuscinetti a sfera, si veniva esposti all'acquisto compulsivo di riviste - Internet non c'era. 
Ai più giovani tra i lettori di questo post farà strano leggerlo ma sì, si tirava avanti in qualche modo anche senza Internet. Male, ma si tirava avanti - e abbigliamento da skater. Il che voleva dire magliette scure con nomi di posti californiani e, soprattutto, scarpe: Airwalk, Vans, le Converse alte di Tony Hawk. Quando il Tony Hawk dei videogiochi era il Tony Hawk e basta. Poi, come tante altre cose, la tua passione per la tavola con le rotelle andò scemando. Forse era l'età, forse era la città che non collaborava, ostinandosi ad esser troppo piena di saliscendi. Più probabile la seconda. Di quegli anni lì, però, ti rimasero addosso un po' di cicatrici fichissime e una quantità imbarazzante di paia di Vans slip-on. Queste scarpe coi quadretti di cui parlavano le riviste di skate, anche se erano troppo basse sulla caviglia per andarci sullo skate. Ne avevi così tante da aver riempito un armadietto solo di All Star alte e Vans senza lacci. Le mettevi col buon tempo, le mettevi col cattivo tempo, in pratica le mettevi sempre. Qualche volta, per la fretta, ti accorgevi troppo tardi di aver pescato alla cieca due scarpe di colori diversi. 
E ti sentivi un pirla.
Fast-forward: anno 2013, giugno
Hai ancora un armadietto così, ma pieno solo di Vans senza lacci. E anche quando si sfondano, quando l'uso le porta vicine alla disintegrazione, ti spiace sempre buttarle via. Perché sono comode come pantofole, perché le infili e sfili in meno di un decimo di secondo, perché ti fanno sentire a tuo agio. Perché, in tutto questo tempo, non sono mai state una roba da mettere per moda, ma più un tuo modo di essere. Dice: essere come? Boh, distratto. A volte ti capita ancora di accorgerti solo fuori tempo massimo di aver indossato due slip-on di colori diversi: quando succede, ti senti di nuovo giovane. 
E anche parecchio pirla. 

Reporter:

Dr Manhattan

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