Frank Espinosa: «Il mio Ferragamo a fumetti»

Frank Espinosa: «Il mio Ferragamo a fumetti»

L’autore americano tutor al ComicsJam: «Sarò lì anche per imparare»

Il papà di Rocketo Frank Espinosa sarà uno dei quattro tutor internazionali che affiancheranno e aiuteranno i partecipanti del ComicsJam. Allievo di Will Eisner e Harvey Kurtzman, è stato art director della Warner Bros. Ha creato la storia a fumetti La nascita di un sogno, sull’epopea umana e artistica di Salvatore Ferragamo, i cui materiali originali sono parte nella mostra Il calzolaio prodigioso, aperta al pubblico al Museo Ferragamo di Firenze dal 19 aprile 2013.

Ti è mai capitato di prendere parte a una 24 ore no-stop di fumetto, come per esempio, quelle di Scott McLoud? Se sì, sei riuscito ad arrivare in fondo?

No, a dire il vero non ho mai partecipato a una comics-jam di 24 ore… A meno che non si consideri tutto il carico di lavoro freelance che faccio! (Qui puoi inserire anche una grassa risata…).

Che cosa farai durante le otto ore del ComicsJam? Come ti comporterai coi concorrenti?

Beh, ecco, a me piace pensare che durante quelle otto ore ci sarà da tutorare ma anche da imparare. Per un tutor può essere un’occasione davvero interessante, perché ti trovi ad essere nella posizione di chi è sempre conscio delle difficoltà che deve affrontare chi lavora sul fumetto. Per cui credo che sarà molto emozionante sperimentare questa forma di apprendimento per me. Insegnare è da sempre una delle mie più grandi passioni. Ho insegnato al MIT e tenevo lezioni lunghe anche più di quattr’ore, eppure non c’è mai stata una volta in cui abbia sentito la giornata troppo lunga. Gli studenti sono carichi di energia, e questa viene trasmessa anche all’insegnante, per cui entrambi imparano qualcosa da questo processo di comunicazione. E poi, si tratta di avere a che fare con il fumetto, che è la forma artistica che io adoro.

Parlando di La nascita di un sogno, la tua storia a fumetti dedicata alla vita di Salvatore Ferragamo, come ti sei avvicinato al personaggio? Cosa sapevi di lui e della sua vita prima di inziare a disegnare?

Ferragamo stesso è stato la mia guida. Leggendo la sua autobiografia, mi sono reso conto che la sua voce emergeva così forte, pura e profonda, che ignorarla sarebbe stato imperdonabile. Questa è la storia della vita di un uomo. Un uomo che è davvero uno degli artisti più creativi del ventesimo secolo. Mi sono avvicinato a lui attraverso le sue stesse parole, che mi hanno fatto da guida nel suo Io più intimo e profondo. Prima di iniziare il progetto ho provato a immergermi nel numero più ampio possibile di parole da lui scritte, e intanto osservavo tutte le sue splendide creazioni. La sua arte, come per tutti gli artisti, è parte integrante della sua vera voce. Il suo costante bisogno di esplorazione e la sua guida perenne sono d’ispirazione per ogni creativo. Possiamo tutti fermarci e rimanere bloccati facendo cose molto comode per noi, ma quella parte così intima e autentica esce fuori solo quando stai compiendo una creazione artistica.

Nel racconto che hai realizzato per Ferragamo, a me sembra – me lo suggerisce l’insieme dei colori dei diversi pannelli sulla stessa pagina, un senso cromatico d’insieme molto peculiare – che tu abbia seguito quella scarpa “Patchwork” che citi all’inizio. È così? E cos’altro ti ha colpito dello stile Ferragamo mentre preparavi la storia?

Beh, il mix di colori da un pannello all’altro si basa a dire il vero sulle mie idee di colore e sul loro utilizzo nella graphic novel. Non ho mai concepito il colore come una cosa statica. Nella mia storia Rocketo: Journey to the Hidden Sea, faccio uso di quel pannello per creare una tavola di progressione dei colori. Per me il colore serve e aiuta a dar vita a tre cose: 1) il tempo 2) le emozioni 3) il movimento. Queste cose nella mia mente non esistono con un colore “statico”, perchè la luce cambia continuamente. Per esempio, uno può camminare in una stanza e, passati cinque minuti, tutti i colori sono già diversi. Oppure, se uno viene colpito in testa mentre cammina nella stanza, immagino che anche in quel caso i colori cambierebbero… perché cambiano le emozioni del personaggio. E così via…

Dopo l’avventura nel mondo di un artista come Ferragamo, con quale lavoro ti stai cimentando adesso?

Intraprendere l’avventura di Ferragamo è stato meraviglioso, tanto che è quasi un peccato che dopo un certo numero di pagine ci si debba fermare. C’è così tanto della sua vita da esplorare, del suo periodo trascorso a Hollywood, degli anni della guerra, l’Italia degli anni Cinquanta. Mi sento onorato per aver contribuito in piccola parte alla celebrazione della sua biografia. Al momento, comunque, sono alle prese con un paio di progetti di cui non posso rivelare molto… Uno dei due è un racconto grafico che ha a che fare con la scienza moderna di un’università degli Stati Uniti, una bella sfida che promette anche divertimento. E poi, ovviamente, ci saranno altre avventure di Rocketo in Rocketo: Journey to the New World.

[traduzione dall’inglese di Silvia Bernardi]

Reporter:

Alberto Rigoni

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